Casa Sicura Immobiliare Pietra Ligure

Immobiliare Casa Sicura Pietra Ligure, la sicurezza di acquistare casa

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Non solo mare. Questa pagina è stata creata per illustrare a tutti il grande patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico che il nostro territorio possiede.
Si possono praticare sport di tipo escursionistico come la bicicletta e il trekking oppure sport più estremi come l’arrampicata in ambienti ancora completamente incontaminati, a due passi dai centri abitati e a volte anche con la vista sul mare.
Acquistare un alloggio a Pietra Ligure o nei dintorni significa godere appieno della bellezza del mare con il suo splendido clima e anche potersi divertire tra le colline e le montagne in tutte le stagioni, soprattutto d’inverno!

  • monte ravinet

    Il complesso del monte Ravinet visto dai prati di Groa, sopra Balestrino, nell’entroterra di Borghetto S. Spirito. In primo piano si può ammirare una casella in pietra molto ben conservata, a pianta circolare, tipica delle alture del ponente ligure e simbolo indiscusso di una fiorente attività agricolo-pastorale ormai dimenticata. All’interno del manufatto è stato ricavato un ripiano scavato nella pietra, a circa un metro e mezzo di altezza, allo scopo, forse, di depositare i viveri necessari alla lunga giornata lavorativa. Le caselle erano molto utili in caso di temporali o tempeste improvvise, difficilmente fungevano da dormitorio per la notte, poiché il contadino o pastore faceva ritorno in serata al borgo sottostante.

    La località “prà de groa” è molto conosciuta dagli appassionati del parapendio perché tutta l’area a levante del sito è terribilmente esposta, con pareti a strapiombo sulla sottostante valle Varatella, elemento necessario per la partenza di questa pratica sportiva.                                       

     

  • altopiano delle manie

    Punto panoramico situato sull’altopiano delle Manie, nell’entroterra di Varigotti. Paradiso della mountain bike, tutto l’altopiano è collegato da un fitto dedalo di stradine sterrate e sentieri che possono spingersi fino alle cime delle colline completamente a picco sulla costa dove poter ammirare 180 gradi di vista mare e 180 gradi di vista montagna dalla parte opposta. Una volta l’anno viene praticata una grande manifestazione sportiva: la 24 ore, dove ciclisti da tutta Italia vi accorrono numerosi.

  • monte carmo

    Dalla cima del monte Carmo, nelle limpide giornate invernali, il panorama è fantastico: dalle alpi liguri del Mongioie con la piana di Bardineto (nella foto), al Monviso, al Monte Rosa, ai 180 gradi di vista mare, fino alla Corsica; mezza Italia settentrionale! Se poi si ha la fortuna di arrivare in vetta dopo un’abbondante nevicata invernale il tutto è ancora più magico.

    Il monte Carmo, con i suoi 1389 metri, è la montagna più alta della provincia di Savona.

     

  • ponte romano

    Ponte delle Fate, sopra l’abitato di Verzi, nell’entroterra di Finale Ligure. Un percorso escursionistico si snoda per tutta la valle Ponci, ricalcando in parte il tracciato dell’antica via romana Julia Augusta (13 a.C.) e giunge alla colla di Magnone. Si possono ammirare lungo il percorso ben 5 ponti. Il primo, raffigurato nell’immagine, è addirittura transitabile in auto. E’ costituito da un arco a tutto sesto realizzato con grossi blocchi di arenaria locale, finemente sagomati e squadrati, incastrati fra loro con particolare tecnica architettonica. Del secondo (ponte Sordo) rimane soltanto il possente muro di sostegno. Il terzo (ponte Muto o delle Voze) ed il quarto (ponte dell’Acqua) sono in ottimo stato di conservazione. Dell’ultimo (ponte di Magnone) non rimane altro che qualche rovina a causa di una frana.   

     

  • cascate rio slige

    Piccolo laghetto con cascatella sul rio Slige, sopra Isallo, nell’entroterra di Pietra Ligure. Tutta questa zona è estremamente interessante per il trekking. Da qui partono, infatti, molti itinerari per raggiungere le più alte vette della provincia (bricco Aguzzo, monte di Giustenice, monte Carmo, bricco dell’Agnellino, bricco Merizzo e passo del Melogno). Uno stretto e poco frequentato sentiero che collega l’alta valle Maremola con l’alta valle di Giustenice guada il torrente Slige proprio davanti alla spettacolare cascatella ripresa nella foto a quota 750 metri circa.

  • monte acuto

    Il vecchio borgo di Balestrino sopra Borghetto S. Spirito, completamente abbandonato e diroccato, su cui torreggia l’antico castello dei marchesi del Carretto, tutt’ora abitato. Da Balestrino partono dei facili itinerari sul monte Acuto (in secondo piano nell’immagine), sul poggio Grande, dove una fortificazione militare di fine ‘800 occupa l’intera cima della montagnola, sul poggio dell’Alpe e sul poggio di Balestrino. Per la loro vicinanza alla costa queste alture hanno una fantastica visuale sul mare, che permette all’escursionista di godere scenari unici che, a volte, altre montagne più elevate e rinomate, non regalano.

  • Chiesa s. Lorenzino

    Chiesa di S. Lorenzino, ubicata su un’emergenza rocciosa nel comune di Orco Feglino, nell’entroterra di Finale Ligure. L’edificio è collocato all’interno del più ampio ed antico “Castrum Orcae”, uno dei più significativi esempi di insediamento fortificato riconducibile alla fase di “incastellamento” attuata tra il X e XII secolo dai signori di Savona.

    A tutt’oggi, visitando il parco archeologico di S. Lorenzino, oltre la chiesa recentemente ristrutturata, è possibile ammirare i ruderi di alcuni alloggiamenti e della torre posta sulla sommità dell’altura.

     

  • Pianmarino

    Pianmarino, l’ampia dolina di origine carsica a quota 290 metri, sopra Perti, nell’entroterra di Finale Ligure. Paradiso per mountain-bike, trekking e arrampicata sportiva, viene anche frequenta dai più tranquilli amanti del pic-nik nella stagione primaverile. Si tratta di un prato lungo almento 400 metri, largo quasi 100  in leggera pendenza, dove nel tratto terminale è visibile il punto di assorbimento delle acque, per poi riaffiorare più avanti in una sorgente.

  • spiaggia punta crena

    Suggestiva spiaggetta incastonata tra le falesie di punta Crena, appena ad est del centro storico di Varigotti. E’ raggiungibile a nuoto dalle spiagge del paese oppure percorrendo il sentiero che conduce alla soprastante torre e deviando successivamente verso le rocce (15 minuti di cammino circa). Il tratto finale che permette di scendere alla caletta è attrezzato con corde fisse, discretamente agevoli per chi non soffre di vertigini. Nella bella stagione il sito è frequentato da naturisti che possono godere della privacy necessaria alla loro filosofia.

  • Bricco merizzo

    Sulla cima del bricco Merizzo (1275 metri), nel profondo entroterra di Pietra Ligure, sullo spartiacque tra la val Maremola e la valle Bormida, si possono ammirare i ruderi di un fortino militare di fine ‘800. Si tratta di una piccola batteria di sbarramento del più ampio complesso difensivo del Melogno, attuato tra il 1881 ed il 1895, volto ad impedire l’occupazione del Piemonte da parte di eserciti che sarebbero potuti sbarcare sulla riviera ligure. I rapidi progressi dell’artiglieria resero ben presto quasi inutili tali complessi che, ancor prima di venire ultimati, divennero già obsoleti.

    L’immagine è resa suggestiva dalla profonda coltre nevosa, che in pieno inverno può spesso raggiungere i due metri di altezza! nonostante la vicinanza e la vista del mare.

     

  • rocca di corno

    La rocca di Corno, sopra Calvisio, nell’entroterra di Finale Ligure, ambita meta dell’arrampicata sportiva per le sue splendide falesie. Dal punto di vista naturalistico le specie arboree tipiche della lecceta e del bosco misto dell’altopiano finalese vengono a sostituirsi con i pini, meglio adatti a colonizzare i terreni rocciosi. L’escursionista che percorre il ripido sentiero per la rocca di Corno, nella bella stagione può inoltre inebriarsi delle speziate fragranze delle piante aromatiche; il sottobosco, a prevalenza di timo e rosmarino, negli assolati mezzogiorni estivi, rilascia nell’aria un’intensa profumazione delle loro essenze.

  • bricco aguzzo

    Fioritura primaverile dell’asfodelo montano (asphodelus albus) sulla cima del bricco Aguzzo (1067 metri), sopra Giustenice, nell’entroterra di Pietra Ligure. Per la sua vicinanza al mare questa montagna rocciosa, chiamata anche Rocca Spaccata, gode di una visuale eccezionale sui paesi costieri ed è facilmente praticabile anche in inverno perché è quasi sempre sgombra di neve. Interessanti sono i suoi pendii boscosi, meta autunnale di cercatori di funghi e di chi pratica arrampicata sportiva per la sua cresta est (Cresta Mario).

  • Castrum Perticae

    Le rovine del Castrum Perticae, sopra Perti, nell’entroterra di Finale Ligure a quota 280 metri. Si tratta dei resti di una grande fortificazione bizantina che fu successivamente sede dei marchesi del Carretto. Qui nel 1162 Enrico I del Carretto fu incoronato Marchese da Federico Barbarossa. A poca distanza si trova la chiesa romanica di S. Antonino che conserva nella cripta l’originale altare dell’epoca. Tutto ciò è ubicato ai piedi delle più spettacolari falesie del Finale, come il bricco Scimarco che appare imponente sullo sfondo dell'immagine, meta dei rocciatori di tutta Europa!

     

     

  • bricco ciazzalunga

    Cavallo al pascolo nelle radure erbose sul versante meridionale del monte Carmo a quota 1.050 metri, nell’entroterra di Loano. Si contano numerosi capi che girovagano tra il monte Carmo, il monte Ravinet e S. Pietro dei monti e vivono da molti anni in queste zone allo stato semiselvaggio.

    Sullo sfondo appare il bricco Ciazzalunga (1.222 metri), montagna di minore importanza ma che regala una vista panoramica spettacolare, sia sul mare che su tutto l’arco delle alpi liguri. Interessantissime sono le innumerevoli caselle in pietra edificate negli ultimi due secoli sui suoi dolci versanti.

     

  • poggio grande

    Forte militare sulla cima del poggio Grande, sopra Balestrino, nell’entroterra di Borghetto S. Spirito a quota 813 metri. L’opera, ultimata nel 1897, presenta un forma ad “S” ed è circondata da un fossato oggi invaso da abbondante vegetazione. L’interno, molto ben conservato, è composto da una caserma a piano unico ed un cortile con una rampa in salita che conduce alle 12 postazioni d’artiglieria. La fortificazione fa parte del più ampio sbarramento di Zuccarello, insieme al forte centrale di Zuccarello, il forte di monte Arena e la batteria di Rocca Liverna.  Dalla cima della montagna si può ammirare una bellissima veduta sulla costa, sulla vallata di Balestrino, sulla vallata del torrente Neva e su tutte le alpi liguri, a maggio ancora innevate. Sono numerosi ed interessanti  i sentieri che conducono al poggio Grande: da Balestrino si arriva in mountain-bike con una bella strada sterrata; da Peagna (sopra Ceriale) parte un bellissimo sentiero che percorre tutta la valle Ibà-Torsero (nel cui tratto iniziale sono stati ritrovati importantissimi reperti fossili del periodo pliocenico, visitabili nel museo Silvio Lai di Peagna); da Zuccarello si snoda un altro interessante sentiero in valle Auzza. Avendo a disposizione ancora un’oretta e un po’ di energia risulta interessante raggiungere il vicino monte Acuto, che, oltre ad un panorama mozzafiato sul mare, consente di ammirare alcune caselle in pietra tra le più interessanti del ponente ligure.

  • colla s. giacomo

    La colla S. Giacomo, sopra Orco Feglino, nel profondo entroterra di Finale Ligure al confine con la valle Bormida, in una tardiva ciaspolata compiuta addirittura l’11 marzo 2010, dopo un’abbondante nevicata. In primo piano si può notare l’antico rifugio con la strada sterrata in fianco completamente ingombra di neve; sullo sfondo il bricco Praboè ed in lontananza il bricco del Borro (998 metri). Paradiso indiscusso dei lunghi tracciati di mountain-bike e delle passeggiate a cavallo, dove ampie foreste di castagno, faggio ed abete contribuiscono ad una maggiore ossigenazione dell’aria. Per contro, la folta vegetazione delle cime di queste montagne, non permette ampie vedute panoramiche.  

  • Grotta Strapatente

    Grotta Strapatente, situata ai piedi del muro di Boragni, sopra Calvisio, nell’entroterra di Finale Ligure, nel regno dell’arrampicata sportiva. Sono numerossissime le grotte del finalese, ma la grotta Strapatente si è aggiudicata il titolo di “monumento nazionale”. La singolarità sta nel fatto che si entra nella caverna nel punto rappresentato da questa immagine e si esce una cinquantina di metri più avanti dall’altra parte della montagna, nella valle Nava, un’altrettanto affascinante meraviglia. Si tratta di una valle fossile, ovvero il corso d’acqua che l’ha generata non vi scrorre più, perché catturato dal reticolo carsico sotterraneo attraverso punti di assorbimento e varchi che l’acqua stessa ha aperto con la sua azione corrosiva sul calcare.

  • boletus reticolatus

    Bellissimo esemplare di “boletus reticolatus” (porcino), fotografato e raccolto (e anche mangiato) nei boschi presso il bricco Aguzzo, sopra Giustenice, nell’entroterra di Pietra Ligure. Nella stagione di fine estate e inizio autunno, quasi tutti gli anni, questi boschi, ma anche la maggior parte dei boschi dell’entroterra ligure, sono generosi di funghi. Basta avere un po’ di tempo libero per divertirsi nella ricerca, in luoghi assolutamente incontaminati, respirando aria buona e facendo un po’ di sano moto.

                                

     

  • s. pietro dei monti

    S. Pietro in Varatella, 850 metri sopra l’abitato di Toirano, nell’entroterra di Borghetto S. Spirito.

    Si tratta di un’antica abazzia le cui origini vanno collocate nel lontano VIII secolo e successivamente Carlo Magno dotò il convento di terre e rendite. Nel XIII secolo raggiunse il suo massimo splendore sotto l'egida dei Certosini. Oggi possiamo ancora ammirare la sua integra struttura percorrendo lo storico ciottolato che, partendo da Boissano e passando per la chiesetta di S. Pietrino, tra prati, boschi e grandi dolomie, raggiunge la sommità della montagna a quota 895 metri.

     

  • casella in pietra

    Tipico esempio di “casella in pietra”, in questo caso bifamiliare! sulle pendici del monte Carmo, sopra Giustenice, nell’entroterra di Pietra Ligure, a quota 700 metri. Il territorio è ricco di queste costruzioni che in un passato non molto lontano hanno ospitato contadini e pastori della vallata.

    Esistono vari percorsi trekking chiamati “anelli delle caselle” che consentono di ammirare tali piccoli capolavori.

     

  • ciappo delle conche

    Ciappo delle conche, sull’altopiano di S. Bernardino, nell’entroterra di Finale Ligure. Il lastrone in pietra calcarea con svariate incisioni di epoca preistorica è collocato all’interno di un itinerario escursionistico ricco di testimonianze riconducibili alla vita pastorale, contadina e soprattutto religiosa, collegata al culto del sole. Analogamente a questo sito megalitico è possibile visitare il vicino Ciappo dei Ceci e, sull’altopiano più ad est, in prossimità della rocca di Corno anche il Ciappo del Sale.  

  • bricco tortagna

    Suggestivo scenario della vegetazione durante una nevicata su una strada sterrata nei pressi del bricco Tortagna a circa 1200 metri s.l.m., nel profondo entroterra di Pietra Ligure. L’abbondanza di neve a queste altitudini rende possibile effettuare ciaspolate su svariati percorsi per godere appieno della natura in condizioni più estreme. L’itinerario più consigliato per questo genere di sport parte dal passo del Melogno e, seguendo la traccia dell’Alta Via dei Monti Liguri, può giungere alle vette del bricco Tortagna, bricco Merizzo, bricco dell’Agnellino e monte Carmo.

  • pnte medievale

    Ponte medievale ben conservato sul corso del rio della Valle, sopra Toirano, nell’entroterra di Borghetto S. Spirito. L’antica strada, oggi soltanto un sentiero, collegava i paesi costieri con Bardineto, in val Bormida. Oggi, per fortuna degli escursionisti, rimane ancora qualche tratto ciottolato con gli originali paracarri ai lati e un paio di bei ponti. Ancora interessanti sono da segnalare i giochi che l’acqua del torrente ci regala: cascatelle, vortici, punti di assorbimento, sorgenti e, davvero singolari, le “marmitte dei giganti”, ovvero cavità ampie e lisce di forma tondeggiante, simili a pentoloni, generate dall’azione combinata dalla caduta violenta e continua delle acque e dal moto vorticoso dei ciottoli in esse contenuti.

  • bricco merizzo panorama

    Panorama dalla cima del bricco Merizzo (1.275 metri), sopra Magliolo, nel profondo entroterra di Pietra Ligure. In primo piano si può ammirare la radura sommatale dopo una copiosa nevicata e sullo sfondo sono ben visibili i versanti settentrionali del bricco dell’agnellino (1.335 metri) sulla destra, del monte Carmo (1.389 metri) al centro e della cima est del monte di Giustenice (1.184 metri) a sinistra. L’immagine lascia intuire un carattere prettamente alpino delle tre montagne, nonostante la loro modesta altitudine e la notevole vicinanza al mare.

                                                                       

     

  • Cascatelle sul rio della Servaira

    Cascatelle sul rio della Servaira, a circa 400 metri di altitudine, sopra Toirano, nell’entroterra di Borghetto S. Spirito. Esiste una traccia di sentiero che costeggia quasi tutto il corso di questo torrente e porta alla grotta della Giara, una delle più importanti della zona per dimensioni.

    L’ambiente circostante è assolutamente aspro e selvaggio ed è facile imbattersi in caprioli e daini che pascolano tra le rupi e le radure boscose.

     

     

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